Il Gay Pride in Nuova Zelanda va ben oltre Auckland. Il culmine della stagione è a fine estate: l’Auckland Pride riempie tutto febbraio con un festival che dura un mese, coronato dalla Rainbow Parade lungo Ponsonby Road e dal Big Gay Out; poi, a marzo, il testimone passa a Wellington per il Tū Whakahīhī e Te Whanganui-ā-Tara, la celebrazione del Pride più longeva di Aotearoa, nata nel 1986 dalla campagna per la riforma della legge sull’omosessualità e che oggi attira oltre 12.000 persone a una parata che termina al passaggio pedonale arcobaleno di Cuba Street. Marzo porta anche l’Ōtautahi Christchurch Pride e il Dunedin Pride Month nell’Isola del Sud, mentre la Pride Week di Hamilton chiude la stagione principale ad aprile.
La Nuova Zelanda si è guadagnata la reputazione di uno dei paesi più LGBTQ+-friendly al mondo: è stata la prima nella regione Asia-Pacifico a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2013, e le identità takatāpui e arcobaleno sono parte integrante della vita pubblica, anziché limitarsi a un unico quartiere gay. Un avviso per chi viaggia d’inverno: il famoso Winter Pride di Queenstown, il più grande festival queer sulla neve dell’emisfero australe, si prenderà una pausa nel 2026, ma tornerà sulle piste nel 2027.
Se stai pianificando un viaggio Pride in Aotearoa, punta sui mesi di febbraio e marzo, quando il tempo è al meglio e i festival si susseguono uno dopo l’altro, rendendo davvero fattibile un viaggio on the road da Auckland a Wellington all’insegna del Pride. Prenota in anticipo per il weekend della Rainbow Parade ad Auckland e quello dell’Out in the City a Wellington. Soggiornare presso un host LGBTQ+ tramite misterb&b ti permette di ricevere consigli da chi vive sul posto sui programmi dei festival, sui bar queer di Karangahape Road e Cuba Street e su tutto ciò che succede tra un evento principale e l’altro.


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